Tema su quanto accaduto a Brindisi il 19 maggio 2012

Pubblicato il da lecogiornalinoonlinewinckelmann

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Sabato 19 maggio 2012 verrà ricordato per sempre come un giorno di odio, dolore, http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/B/brindisi4--400x300.jpgrabbia e tristezza. Soprattutto dai genitori di Melissa, una studentessa pendolare di un paesino della provincia di Brindisi che ha visto Dio e gli angeli a causa di chi, non si sa, ha premuto il tasto di un telecomando che ha azionato una bomba terribile.

Dannato telecomando, direbbero i genitori di Melissa e chiunque abbia un cuore tenero.

Solo all'udire questa terribile notizia sono rimasto scioccato, anche perché mi sono immedesimato in quella vita innocente che, come tantissimi altri ragazzi, era andata a scuola solo per imparare, per realizzare i propri sogni e progetti che ormai sono solo pensieri del tutto inutili e senza senso, pezzi di carta bruciata, come i quaderni strappati e distrutti dall'esplosione.

Penso che ognuno di noi, soprattutto i genitori di Melissa, http://www.migliorblog.it/wp-content/uploads/2012/05/C_2_fotogallery_1010409__ImageGallery__imageGalleryItem_1_image.jpgabbia dentro di sé un sentimento di rabbia, rancore, paura che questa tragedia si possa ripetere ancora.

Se sia stata la mafia o qualcosa del genere, ma anche soltanto un singolo fuori di testa, penso che i responsabili debbano vergognarsi per quello che hanno fatto.

Vorrei vederli al posto dei genitori di Melissa.

Spero che il rimorso – semmai simili bestie abbiano ancora una coscienza – li perseguiti per tutta la loro vita.

Lacrime di ghiaccio hanno pietrificato chiunque abbia visto in televisione quelle terribili scene di morte e distruzione.

Soprattutto i genitori di Melissa si chiedono maledettamente: “Mia figlia, perché proprio mia figlia? Cosa ha fatto di male?”

Nessuno potrà mai riportare il sorriso sul volto di quei poveri genitori, che vivevano solo per la loro adorata figlia.

La cosa che più di tutte mi fa rabbia è che quella ragazza era andata a scuola per imparare, con la speranza di diventare un asse portante della società, che deve vedere protagonisti noi giovani e nessun altro.

E allora perché Melissa, davanti a scuola, che dovrebbe simbolo di protezione, è stata vittima di un malcontento, dello sfogo di un pazzo, oppure dell'azione malvagia di un'associazione illegale?

Che sia stato un pazzo, oppure la mafia o quant'altro, resta sempre il fatto che non si può tornare indietro, e che quella povera ragazza ha visto la fiamma della propria vita spegnersi. Per sempre.

 

 

                                                                       Andrea D'Agostino

                                                                       2^ F – scuola media Winckelmann

                                                          

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