Misha corre

Pubblicato il da lecogiornalinoonlinewinckelmann

MISHA CORRE

 

Il libro Misha Corre di Jerry Spinelli ci è piaciuto particolarmente, la trama è coinvolgente e appassionante. La storia racconta di un bambino di otto anni, senza famiglia né soldi, che vive nelle strade di Varsavia durante il periodo della seconda guerra mondiale. Per sopravvivere ruba cibo nelle case e alle persone. Rubare, correre e mangiare sono le poche cose che sa fare.http://img3.libreriauniversitaria.it/BIT/536/9788804525363g.jpg

 

Un giorno, mentre sottrae una pagnotta di pane ad una signora, incontra un ragazzo di nome Uri che, nel vederlo correre veloce, lo considera subito un suo amico e lo invita a vivere insieme a lui e ai suoi amici ebrei e zingari.

 

Uri si affeziona particolarmente al suo nuovo amico tanto da insegnargli tutti le regole per sopravvivere in quel difficile ambiente ed è lui a dargli il nome Misha, perché il piccolo bambino non ricorda le sue origini e non conosce il proprio nome.

 

Un giorno Misha incontra Janina, una bambina ebrea più piccola di lui, la quale vive in una grande casa con la sua famiglia, si vedono spesso davanti al portone della sua abitazione per scambiarsi piccoli regali. I nazisti ormai hanno invaso la città e per gli ebrei vivere diventa sempre più difficoltoso, per i ragazzi di strada rubare il pane è diventato quasi impossibile, quindi Uri consiglia a Misha di mangiare ciò che possono trovare all’interno delle case abbandonate, ma non pensano solo a loro, infatti, offrono il cibo rubato a chi ne ha bisogno come agli orfani che vivono in una casa gestita dal dott. Korczak.

 

Misha non sa cosa sta succedendo e reputa i soldati uomini forti e coraggiosi, ma cambia idea non appena scopre che tutti gli ebrei, compresa Janina, sono stati rinchiusi in un ghetto in pessime condizioni e che vengono trattati malissimo proprio dagli uomini che Misha prima ammirava.

 

Il ragazzino, per stare più vicino a Janina, si trasferisce nel ghetto e vede con i propri occhi la crudeltà dei nazisti. Molti ebrei stanno morendo di fame e Misha decide di aiutare almeno la famiglia di Janina uscendo di notte dal ghetto, passando per un piccolo varco nel muro che lo circondava, per andare a rubare qualcosa da mangiare.

 

Ormai Misha non vede quasi mai Uri e i suoi amici perché sono fuori dal ghetto; la sua vita si riempie ancora più di tristezza con la morte della madre di Janina e del suo amico Olek, impiccato ad un palo per la strada. Con il passare del tempo il cibo scarseggia anche nelle case più lussuose e sfamare la sua nuova famiglia è sempre più impegnativo mentre i nazisti controllano sempre di più i prigionieri nel ghetto.

 

Un giorno Uri torna inaspettatamente e suggerisce a Misha e Janina di scappare perché dei treni stanno arrivando per trasportare tutti gli ebrei dal ghetto ai campi di concentramento. Misha cerca di convincere Janina ad andare con lui, ma lei è determinata a non lasciare il padre e continua a dire che salirà sul treno che arriverà alla stazione. Per Misha è arrivato il momento di separarsi dalla sua amica e vivrà presso una famiglia di contadini per tre anni. Finita la guerra torna a Varsavia per poi partire subito per l’America dove si sposa con Vivian, ma la loro unione termina dopo cinque mesi.

 

Molto tempo dopo Misha scopre di avere una figlia e conosce la sua nipotina, così, oltre a ripensare a tutto quello che ha vissuto da giovane, capisce che ora il suo ruolo più importante è quello del nonno.

 

Attraverso Misha abbiamo capito che il sentimento dell’amicizia può essere tanto forte da superare ogni ostacolo. Inoltre, questo ragazzino, inconsapevole della realtà storica del momento, ci illumina sulla tragica vicenda degli ebrei, maltrattati con odio dai nazisti e obbligati a vivere nel ghetto di Varsavia dove la vita ha perso ogni aspetto della dignità umana.

 

Esmeralda Cortesi, Isabella Guercini, Martina Rigirozzo, Sofia Sirolli, 3ª G

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Valentina Salusest 02/09/2012 20:33

Grazie a questa recensione, ho ricordato con piacere la lettura del libro e condivido le vostre riflessioni.