La classe 1ª H in gita a Ninfa e Sermoneta

Pubblicato il da lecogiornalinoonlinewinckelmann

La classe 1ª H in gita a Ninfa e Sermoneta: le emozioni di una giornata particolare

 fiore ninfa

Il 27 aprile 2012, verso le ore 9:00, siamo saliti sul pullman ed è iniziata la nostra gita.

Dopo qualche ora, siamo arrivati all’Abbazia di Valvisciolo, qui abbiamo incontrato la nostra guida, Lucio Spiccia, che ci ha subito mostrato il chiostro, la stanza dove venivano sepolti gli abati e l’interno della chiesa con i meravigliosi affreschi.

Riprendendo il pullman siamo arrivati a Ninfa, uno spettacolare giardino protetto,Giardino-Ninfa.JPG dove arriva gente da tutto il mondo per ammirarne le bellezze. Lucio ci ha fatto osservare la natura e ci ha elencato i nomi delle piante; inoltre, ci ha raccontato la storia della nascita del giardino, che si deve alla famiglia Caetani.

Proprio quest’ultima, infatti, tornò nei possedimenti da tempo abbandonati verso la fine del 1800 e decise di crearvi un giardino in stile anglosassone restaurando alcune rovine, fra cui il municipio che divenne la casa di campagna.

La guida ci ha anche spiegato in che modo alcune piante provenienti dal Giappone e dall’Amazzonia riescono a vivere a Ninfa, traendo beneficio dalle caratteristiche del clima.

Nel giardino ci sono numerosi corsi d’acqua e all’esterno sono presenti le torri difensive dei secoli scorsi.

L’emozione che ho provato è stata una sola: era come essere un animale libero e selvaggio, che vive in un giardino magico e fatato.Giardino-ninfa-1.JPG

Quando siamo usciti, ci siamo fermati sotto un gazebo dove quasi tutti abbiamo comprato un souvenir.

Avendo ancora negli occhi le immagini di quel luogo incantato, ci siamo incamminati verso Sermoneta dove abbiamo pranzato nella piazza centrale.

La maggior parte di noi poi è andata a prendere un gelato o un frappé con la speranza che, con il caldo che faceva, potesse rinfrescarci.

Dopo circa mezz’ora, con Lucio e i nostri professori, abbiamo ricominciato ad esplorare Sermoneta, visitando la Chiesa di Santa Maria Assunta, le viuzze del borgo e ricevendo informazioni sulle famiglie famose che vi hanno vissuto e in particolare sulla già citata famiglia Caetani, che la ricevette in feudo al tempo in cui era papa Bonifacio VIII.

Proprio a questa epoca risale, in gran parte, l’impianto urbanistico della città, che assume la tipica fisionomia medievale che ancora oggi ne determina il fascino.

Dopo questo suggestivo viaggio nel tempo, ormai arrivati al termine della nostra esperienza, abbiamo preso la strada verso casa, felici e soddisfatti per la stupenda giornata che avevamo trascorso.

In generale le mie aspettative erano minori rispetto a tutto ciò che ho visto e ammirato e di conseguenza sono stata sorpresa; le emozioni sono state molto intense e positive e, a seguito di esse, qualcosa (che non saprei definire) mi ha cambiata.

Il mio giudizio è, usando un superlativo, “ strapositivo”, perché tra risate, cultura e amici la giornata per me è stata allegra e gioiosa, ma soprattutto indimenticabile.

 

Lavinia Armento, 1ª H

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