Il coraggio di Jack

Pubblicato il da lecogiornalinoonlinewinckelmann

Jack era un giovane leoncino al quale avevano insegnato fin da piccolo che il suo scopo nella vita era quello di cacciare, qualsiasi preda, di qualsiasi razza, l’ importante era diventare un terribile predatore. Mamma e papà, attenti e premurosi, ogni giorno lo portavano con se’ e davanti ai suoi occhi si trasformavano all’ improvviso in due belve feroci, velocissimi a correre ,capaci di fare dei ruggiti così spaventosi che persino Jack aveva paura. Lui era ancora un cucciolo e spesso vedeva che intorno a lui non c’erano solo branchi di leoni inferociti pronti a sbranare qualsiasi cosa si muovesse, ma anche zebre, iene, gnu’, tigri, leopardi e tantissimi altri animali ,a volte grandi ,a volte piccoli ,colorati o a strisce o con i puntini o con i denti che quasi sembrano sorridere, con grosse corna appuntite, e ,a dire il vero, non sempre era così sicuro di voler diventare da grande un feroce leone cattivo; a Jack quegli strani animali, così diversi da lui, erano simpatici. Una mattina, era molto presto, il sole stava sorgendo, e gli animali della savana si stavano svegliando, decise di curiosare in giro senza mamma e papà. Non aveva alcuna voglia di allenarsi per la” caccia grossa”, era impaziente di vedere cosa ci fosse al di là di quei cespugli dove si nascondeva quando restava a guardare i suoi genitori diventare delle vere e proprie macchine per uccidere. Appena messa fuori la zampa si sentì come se vedesse il mondo per la prima volta e subito prese coraggio, cominciò a gironzolare a coda alta, fiero proprio come un leone, pronto a conoscere quel mondo così grande che lo circondava. Se ne andava tranquillo per la sua strada, osservando le giraffe che si erano chinate per bere, così eleganti e leggere quando corrono ma così buffe quando allungano quel collo che sembra non finire mai quando un rumore, uno strano verso, attirò la sua attenzione, non solo perché era la prima volta che lo sentiva, ma anche perché la paura si fece più forte della curiosità. Nascosti in una buca scavata ai piedi di un albero, tre cuccioli di gazzella stavano aspettando la loro mamma, ma la fame stava iniziando a farsi sentire e del ricco bottino neanche l’ombra. Erano così teneri accucciati uno sopra l’ altro, con le codine che si solleticavano a vicenda, gli occhi appena aperti ma con le bocca spalancata, avrebbero mangiato qualsiasi cosa gli fosse caduta addosso. A Jack però non venne in mente lo stesso pensiero, quei cuccioletti gli facevano tenerezza e a lui sarebbe piaciuto giocare con loro, quelle codine che si muovevano erano troppo invitanti, come resistergli, diventarono subito i suoi compagni di gioco, forse erano un po’ troppo piccoli ma a lui piacevano e di certo non aveva voglia di mangiarli .Rimase lì, accanto a loro , aspettando che la madre tornasse e passarono il tempo a scambiarsi zampate e annusate, strusciandosi i musetti a vicenda. All’improvviso, però, si fece avanti un’ombra , e non sembrava avere buone intenzioni, e soprattutto non portava con se’ niente da mangiare, anzi, la bocca era  aperta ma per mangiare! Jack non ci pensò due volte e con tutto il coraggio che i suoi genitori gli avevano insegnato, anche se non era molto forte, ruggì più forte che poteva e il suo pelo diventò gonfio come se avesse visto un fantasma, tirò fuori gli artigli dalle zampe che agitava davanti a quell’ombra minacciosa, non sapeva bene cosa fare , era molto spaventato ma di sicuro lo stava facendo per proteggere i suoi nuovi ed unici amici. Per fortuna la madre dei piccoli si fece viva e quando vide il piccolo leone  vicino ai suoi cuccioli rimase per un istante immobile ,impaurita perché  pensava che ci fossero altri leoni intorno alla tana ,ma si accorse presto che Jack non aveva brutte intenzioni e vide con la coda dell’occhio quell’ ombra minacciosa allontanarsi .Capi’ che quel giovane leone era riuscito in qualche modo a difendere le piccole gazzelle dalla morte. Senza pensarci troppo mamma gazzella chiese a Jack che cosa ci facesse lì,  i leoni e le gazzelle di solito non sono ”amici“, i leoni cacciano e le gazzelle scappano, e quando i leoni prendono una gazzella….E poi come era riuscito a trovare la tana? Mamma gazzella era stata molto attenta a nascondere i suoi cuccioli ma forse non era così. Lo sguardo di Jack però, un misto tra sorpresa e curiosità, la tranquillizzò in un istante. Capì che in lui c’era qualcosa di speciale, qualcosa che mamma e papà leoni non insegnano ai propri cuccioli, che tutti gli esseri viventi di questo mondo possiedono ma che si perde diventando grandi, perché è così che vanno le cose e quel che è peggio il più delle volte non ce ne rendiamo neanche conto .Ma forse a Jack questo non sarebbe successo, forse lui era ancora in tempo, aveva visto quei cuccioli rannicchiati nella tana e l’ unica voglia che gli era venuta era quella di giocare con loro ma con il pericolo in agguato il suo istinto era diventato quello di difendere chi era indifeso, in pericolo,  perché ne aveva bisogno, e quando qualcuno ha bisogno la cosa più giusta e più bella da fare è aiutarlo. Avrebbe potuto mangiare quei cuccioli in un boccone o forse due, o chiamare il suo branco per divorarli in compagnia e dimostrare di essere un leone fiero e coraggioso, ma a volte aiutare qualcuno in pericolo o in difficoltà , anche se diverso da noi o più debole , è segno di grande coraggio , può costarci la vita, e non occorre essere per forza un leone per farlo ed è ancor più coraggioso insegnarlo agli altri.

Alice Ceravolo

  classe 1 i

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Ludovica Mastrostefano 1^ G 02/16/2012 16:57

Un racconto davvero bello!!! A me piaccionom le storie di animali e questa non la conoscevo!!