Gita a Ninfa, Sermoneta e Abbazia di Valvisciolo

Pubblicato il da lecogiornalinoonlinewinckelmann

Gita a Ninfa, Sermoneta e

Abbazia di Valvisciolo

 

Il 26 aprile 2012, le classi 1ª G e 1ª B si sono recate in gita e la nostra prima tappa è stata l’Abbazia di Valvisciolo.

 

Al nostro arrivo siamo stati accolti dalla guida, Lucio Spiccia, che prima di iniziare il tour vero e proprio ci ha illustrato, con notizie e curiosità, il periodo storico che avremmo trattato durante la nostra visita.foto5.JPG

 

L’Abbazia, un antico luogo di culto, è stata fondata nel XII secolo dai monaci Cistercensi che, in quello stesso periodo, fondarono numerose Abbazie in tutta Europa.

I monaci erano famosi sia per la scrittura amanuense che per le loro grandi conoscenze mediche, tanto che ancora oggi l’Abbazia è retta da una piccola comunità di religiosi dediti alla preparazione di erbe medicinali, miele ed altri prodotti.

Il chiostro, Foto-2.JPGuna vera oasi di pace, è un luogo dal quale si accede in alcune sale come l’aula Capitolare, dove ogni giorno i monaci leggevano un capitolo del codice dell’“ora et labora” e organizzavano assemblee. Qui veniva, inoltre, sepolto l’Abate. L’interno della chiesa è privo di dipinti e decorazioni perché questi avrebbero distratto i monaci mentre pregavano poiché la loro rigorosa esistenza era basata esclusivamente sulla preghiera ed il duro lavoro.

La chiesa in stile romanico - gotico non è comunque tetra grazie alla luce che proviene da un meraviglioso rosone di cinque metri di diametro.

 

A questo punto, terminata la visita, ci siamo recati ai giardini di Ninfa.gita-1-B.jpg

Qui siamo entrati in un luogo incantato, quasi da favola, dove si fondono due realtà apparentemente diverse: la storia e la natura.

E’ un’oasi creata nel 1921 da Gelasio Caetani che iniziò la bonifica della zona ed il restauro di alcuni ruderi, in particolar modo della Torre e del Municipio di quella che era stata una fiorente città, sorta nel corso dell’VIII secolo d.C., ma che è stata anche soggetta a battaglie, distruzioni, ricostruzioni, malaria ed abbandono.

Ninfa aveva un tempo ben 14 chiese, nominate come le più importanti basiliche di Roma.foto-3.JPG

Oggi, di quella che era una città romana e poi medievale restano diversi ruderi, compresi quelli delle chiese; attorno a queste rovine troviamo piante che provengono da ogni parte del mondo, disposte in modo fantasioso senza uno schema geometrico, facendo di Ninfa un “giardino romantico all’inglese”. Un altro elemento di grande fascino è l’abbondante acqua dei ruscelli e del fiume Ninfeo che abbiamo ammirato insieme allo spettacolare ponte del Macello.

Il giardino subì dei rilevanti miglioramenti negli anni ‘50 quando se ne occupò Lelia Caetani, l’ultima discendente della famiglia, che curò con amore e passione questi luoghi rendendoli affascinanti come quadri dai mille colori. Inoltre, Lelia istituì la “Fondazione Roffredo Caetani” al fine di tutelare la memoria della famiglia Caetani e di preservare il giardino di Ninfa ed il castello di Sermoneta.foto4.JPG

 

L’arrivo a Sermoneta è coinciso con il pranzo. Dopo esserci rifocillati abbiamo iniziato il giro dell’antico borgo medievale che conserva ancora i segni del tempo, dandoci modo di capire come poteva svolgersi la vita nel medioevo.

La guida ci ha fatto notare che Sermoneta, con l’imponente castello Caetani, è arroccata su uno sperone dei monti Lepini, una posizione dettata da esigenze difensive.

Il nostro tour si è concluso con la visita alla Chiesa di Santa Maria Assunta, dove abbiamo potuto ammirare anche il quadro della “Madonna degli Angeli” realizzato intorno al 1452 dall’artista fiorentino Benozzo Gozzoli.

 

Non è gita però se non ci sono i souvenir. Abbiamo quasi tutti optato per l’acquisto di ottimi biscotti artigianali, gustosi per il nostro palato.

 

E con il rientro a scuola si è conclusa questa magnifica giornata.

 

 

Francesco Bastianini, Matteo Iapadre, Diana Dall’Aglio, Claudia Compagnone 1ª G

 

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